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disposizioni riguardanti i diritti dei genitori separati/divorziati

Lunedì, 16 Novembre, 2015

In merito alle disposizioni riguardanti i diritti dei genitori separati/divorziati, è stata pubblicata la Circolare nr. 5336/2015 emessa dagli uffici del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, al fine di superare un ritardo "culturale" di gran parte del mondo della scuola assolutamente inaccettabile. Si legge infatti nel testo "va constatato che, nei fatti, ad otto anni dalla approvazione della legge sull'affido condiviso questa (legge) non ha mai trovato una totale e completa applicazione, anche nella quotidiana ordinarietà della vita scolastica dei minori".
Ecco dunque che tutti i Dirigenti scolastici sono chiamati a voler "incoraggiare, favorire e garantire l'esercizio del diritto/dovere del genitore separato o divorziato o non più convivente, anche se non (affidatario) e/o non allocatario, di vigilare sull'istruzione ed educazione dei figli e conseguentemente di facilitare agli stessi (genitori) l'accesso alla documentazione scolastica e alle informazioni relative alle attività scolastiche ed extra scolastiche previste dal POF".
Non solo, la medesima circolare ministeriale prevede, nello specifico, alcune "azioni amministrative che le istituzioni scolastiche possono porre in essere per favorire la piena attuazione del principio della bigenitorialità a cui ogni figlio minore di genitori separati ha diritto" e di conseguenza queste azioni amministrative, pro-figlio minore, vengono individuate prevedendo:
a) l'inoltro, da parte degli uffici di segreteria delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, di tutte le comunicazioni didattiche, disciplinari e di qualunque altra natura anche al genitore separato/divorziato/non convivente, sebbene "non collocatario" dello studente interessato.
b) l'individuazione di "modalità alternative" al colloquio faccia a faccia, con il docente o dirigente scolastico e/o coordinatore di classe, nell'ipotesi in cui il genitore "non collocatario" risieda in altra città o sia impossibilitato a presenziare personalmente.
c) l'attribuzione della password per l'accesso al registro elettronico o diversamente l'utilizzo dialtre forme di informazione veloce ed immediata (sms od e-mail) per le "comunicazioni scuola famiglia".
d) la richiesta della sottoscrizione, per presa visione, della "pagella" e dei principali documenti – scuola famiglia - da parte di entrambi i genitori (l'allocatario ed il non allocatario) quando non siano già in uso tecnologie elettroniche, ma moduli cartecei.
Infine, come buona pratica amministrativa si suggerisce di inserire, nella modulistica da compilare nel corso dell'attività di gestione delle pratiche amministrative e didattiche, laddove sia necessario acquisire l'assenso di entrambi i genitori e questo non sia possibile, una specifica dichiarazione "sostitutiva di atto notorio".
Tale dichiarazione, che costituisce una sorta di "sostituzione di certificazione di pubblica fede" è infatti assistita dalla specifica previsione dell'art. 76, del medesimo DPR, che prevede come "sanzioni" :

  1. chiunque rilasci dichiarazioni mendaci, formi atti falsi o ne faccia uso, nei casi previsti dal testo unico (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa) è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia;
  2. l'esibizione di un atto contenente dati non più rispondenti a verità, equivale ad uso di atto falso;
  3. le dichiarazioni sostitutive rese ai sensi degli art. 46 (certificazioni) e 47 (notorietà) e le dichiarazioni rese per conto delle persone temporaneamente impedite, sono considerate come fatte a pubblico ufficiale;
  4. se i sopra-ricordati reati vengono compiuti per ottenere la nomina ad un pubblico ufficio o l'autorizzazione all'esercizio di una professione o arte, il giudice, nei casi più gravi, può applicare l'interdizione temporanea dai pubblici uffici o dalla professione od arte.

Ecco il testo "consigliato" della Dichiarazione sostitutiva di Atto notorio : "il sottoscritto (genitore che interloquisce con la scuola, di norma l'allocatario) consapevole delle conseguenza amministrative e penali per chi rilasci dichiarazioni non corrispondenti a verità, ai sensi del Dpr 245 (rectius nr. 445 del 28 dicembre 2000), dichiara di avere effettuato la scelta/richiesta in osservanza delle disposizioni sulla responsabilità genitoriale di cui agli art. 316, 337 ter e 337 quater del codice civile, che richiedono il consenso di entrambi i genitori"; di conseguenza ove una tale dichiarazione risulti poi essere non vera, proprio perché èmancato il consenso dell'altro genitore in danno del dichiarante scatteranno tutta una serie di sanzioni, "ferma restando" a norma di quanto disposto dal precedente art. 75 la "decadenza dei benefici eventualmente conseguiti.
Così riassunte le "nuove disposizioni" che gli Istituti scolastici di ogni ordine e grado" dovranno applicare, a tutela del diritto del figlio di mantenere rapporti significativi con entrambi i genitori, vediamo come chiarire gli ambiti di efficacia della circolare o per meglio dire a quali casistiche si debba applicare e cosa vogliano indicare le "eccezioni" alla regola della bi-genitorialità.
In prima battuta è doveroso precisare come l'indicazione, contenuta nella disposizione ministeriale, secondo la quale il tribunale competente per disporre l'affido congiunto per i figli della coppie non coniugate sia il Tribunale per i Minorenni, non può che intendersi come una mera svista-errore materiale, posto che per legge, in Italia, l'unico tribunale competente a determinare l'affido di tutti i figli, siano essi nati in costanza di matrimonio o fuori dal matrimonio, debba individuarsi nell'ordinario Tribunale Civile.
Ribadita la regola della paritetica valenza delle figure dei due genitori nell'esercitare, a prescindere dalla loro separazione di vita in comune, la responsabilità genitoriale sui figli comuni, i tecnici del ministero nello sforzo di essere esaustivi in tema di facoltà genitoriali e modalità di esercizio delle stesse, elencano una serie di casi specifici che esulano dalla regola della perfetta bi-genitorialità.
In tema è bene ribadire come, in merito alla prima delle eccezioni indicate nella circolare, quella riferita ai figli nati fuori dal matrimonio sia evidente come colui che "non abbia" riconosciuto un figlio, non possa esercitare nei confronti di un estraneo alcuna facoltà, di conseguenza la madre possa trovarsi nelle condizioni di cui all'art. 316 codice civile, 4 co., e quindi sia l'unica ad avere sul minore l'onere di esercitare la relativa responsabilità.
Ancora, nelle famiglie di fatto l'esercizio della bigenitorialità sia pacifico ex lege, l'art. 316 prima citato si limita infatti a riconoscere identiche facoltà ad entrambi i genitori, mentre il caso indicato con il nr. 4 (il genitore che non esercita la responsabilità) sia possibile solo ove sia intervenuta una disposizione del giudice civile che abbia stabilito l'allocazione del figlio comune e l'esercizio esclusivo della "responsabilità" in capo all'uno o l'altro dei genitori : sarà così che l'altro, quello ritenuto "in quel momento" non idoneo ed anzi dannoso ad avere un "rapporto continuativo" con il figlio avrà, comunque, l'onere di -vigilare – sull'istruzione educazione e condizioni di vita del proprio figlio.
Di conseguenza appare indiscutibile come ad esso - il genitore cui non è stata riconosciuta dall'ordinamento l'esercizio della responsabilità genitoriale piena e quindi ci si trovi nel caso, straordinario, dell'affido esclusivo all'altro – si debba applicare, in toto, l'effetto della circolare in commento, posto che per legge il medesimo, proprio con la scuola, debba avere e mantenere un rapporto strutturato, al fine di svolgere quel compito di "vigilanza" sul figlio.
Quanto all'ulteriore caso specificamente richiamato, quello della lontananza, incapacità od altro impedimento di cui all'art. 317 codice civile è opportuno considerare come, per evitare incomprensioni con l'obbligo gravante su entrambi i genitori di esercizio della responsabilità sul figlio, l'articolo appena richiamato si riferisca, pacificamente, a delle condizioni estreme, che esulino dall'ambito della volontà del genitore : le deroghe all'esercizio dell'onere della responsabilità genitoriale - diverse da una disposizione di "affido esclusivo" - possono infatti essere quelle riferite ad un "impedimento materiale" come è da dire per i casi di grave malattia, emigrazione, navigazione o la missione all'estero od ad un "impedimento giuridico" come quelle riferite allo stato di assenza o all'interdizione.
Solo in questi casi eccezionali, l'esercizio della responsabilità genitoriale sarà ex lege in capo, in via esclusiva e sino al cessare dell'impedimento, al genitore presso il quale il minore si trovi .